Momenti felici
«Scelgo lei.» Le parole caddero nella sala conferenze come un proiettile. Trecento candidate si girarono incredule. C’erano laureate alla Bocconi, donne con tailleur firmati, qualcuna che aveva passato
Era un giovedì di novembre, di quelli che a Roma sembrano finti da quanto sono belli. L’aria sapeva ancora di notte e le saracinesche dei bar iniziavano ad
Chiara entrò in ambulatorio con il fiato corto e un gatto tigrato avvolto in un maglione di lana marrone. Fuori diluviava su via de’ Bardi, e il campanello
— Portami il mio Tobia, amore mio. Lascia che lo saluti. Ma non lo infilare con la forza nel trasportino, mi raccomando. Parlagli con dolcezza. Lui capisce tutto.
Leone fissava la porta chiusa alle spalle di Chiara. Nell'aria aleggiava ancora il suo profumo, misto all'odore di cartone dei tre scatoloni che aveva portato via. Sul pavimento
“Non ti sposerò mai, Chiara. Il matrimonio è solo un inutile pezzo di carta. Se hai bisogno di un contratto per sentirti sicura, il problema non sono io.”
Era un martedì sera quando Francesca entrò nella mia officina con un foglio piegato in mano e una richiesta che ripeté tre volte prima di arrivare al banco
«Mamma, ti ho portato l’olio novo del babbo» aveva cinguettato la ragazza, Lucia, varcando la soglia del loro appartamento in zona Porta Romana a Milano. Suo padre aveva
Quella domenica a pranzo, sulla terrazza della casa al Nomentano, l’aria sapeva di gelsomino e di arrosto. Fu lì che mio fratello Riccardo, pulendosi la bocca con il
La prima notte, Milo svegliò il suo padrone alle tre spaccate. Non con un miagolio, non con le unghie. Semplicemente appoggiò una zampa sulla sua guancia, con una
