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Ottant'anni. Livia Contarini li aveva compiuti a giugno, seduta sul terrazzo della sua casa a Portofino, con una fetta di torta al limone che nessuno aveva finito e
Ottantasei candeline non se le mette nessuno se non ha ancora capito una cosa: il vero spavento non arriva mai quando te lo aspetti. Arriva prima, nel corridoio,
Quando avevo diciassette anni frequentavo il liceo scientifico di Cesenatico, e nel corridoio della sezione B c'era un ragazzo che mi toglieva il fiato ogni volta che usciva
Cinquantatré anni, e alle cinque e mezza del mattino Renata Bellon è già sulla provinciale che porta al capannone della cooperativa agricola, quella dove imbustano le insalate per
Duecentotrenta euro, contati due volte sul copriletto sbiadito. Un mucchietto per l'affitto del monolocale di via Bligny, uno per le bollette, uno per la spesa — quest'ultimo, come
Mia sorella Rosaria ha la sindrome di Down, e quando eravamo bambine a Bergamo qualcuno attraversava la strada per non salutarla. Non Matteo. Matteo Bellini viveva nel palazzo
La porta dell'officina meccanica a Prato sbatté con tanta forza che una scatola di bulloni cadde dallo scaffale. Elena era sulla soglia con una cartellina tra le mani,
Quarantatré anni di matrimonio, e pensavo di conoscere ogni piega del viso di mio marito, ogni suo silenzio. Poi, al funerale, una ragazzina che non avevo mai visto
A ottant'anni, mia nonna Iolanda teneva ancora un quaderno a righe nel cassetto del comodino, quello con la copertina nera un po' consumata agli angoli. Ci scriveva i
Marco Ferretti aveva quarantatré anni e un'officina meccanica in via Pistoiese, a Prato, che era stata di suo padre prima di lui. Sua suocera, Assunta Bellandi, sessantotto anni,
