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Il rumore del monitor cardiaco scandiva i secondi. Andrea dormiva contro il mio petto, il pugno minuscolo stretto intorno al mio dito, e sembrava l’unica cosa salda in
Elena Falco pianse una volta sola davanti a suo marito. Mauro osservò le lacrime scivolarle lungo la guancia, sistemò i gemelli della camicia e disse all'amante che erano
La mattina in cui ho visto l'ulivo spogliato di tutte le sue olive, ridotto a uno scheletro di rami spezzati, non ho urlato. Non sono corsa dai vicini
Rimasi con il cucchiaio di minestra a mezz'aria. Alice ha sei anni e fa domande come quelle che ti spaccano l'anima in due senza nemmeno rendersene conto. Era
Lo chiamavano così le comari del quartiere Saragozza. Un uomo sulla quarantina, trasferitosi da poco in quel condominio popolare con i balconi perennemente pieni di panni stesi. Non
L’aria di settembre sapeva di mosto e di cipresso. Ero seduta su una panchina di pietra, con una valigia ai miei piedi che conteneva tutta la mia vita
«Scelgo lei.» Le parole caddero nella sala conferenze come un proiettile. Trecento candidate si girarono incredule. C’erano laureate alla Bocconi, donne con tailleur firmati, qualcuna che aveva passato
Era un giovedì di novembre, di quelli che a Roma sembrano finti da quanto sono belli. L’aria sapeva ancora di notte e le saracinesche dei bar iniziavano ad
Chiara entrò in ambulatorio con il fiato corto e un gatto tigrato avvolto in un maglione di lana marrone. Fuori diluviava su via de’ Bardi, e il campanello
— Portami il mio Tobia, amore mio. Lascia che lo saluti. Ma non lo infilare con la forza nel trasportino, mi raccomando. Parlagli con dolcezza. Lui capisce tutto.
