Momenti felici
— Quanto ancora devi fare rumore con quei piatti? Ieri era la festa di Oleg, lascia dormire un uomo! La voce della suocera tagliò il silenzio del mattino.
Al diciottesimo compleanno di mia nipote le consegnai una piccola scatola. Era blu scuro, di velluto, un po’ consumata agli angoli. L’avevo tenuta nella borsa per tutta la
Arrivò al paese in luglio. L’auto era nera, lucida, costosa, con targhe di Roma. In quel piccolo borgo dell’Umbria macchine così non se ne vedevano quasi mai. I
Quando la signora Elena vide per la prima volta la ragazza che suo figlio voleva sposare, sentì un’amarezza salire più forte del caffè che stava bevendo. Romano, il
— Vieni, amore della nonna, ti do da mangiare. Ho preparato una minestra calda. Poi facciamo i compiti. Lasciamo dormire la mamma, deve riposare. — Nonna… ma lei
— È tutto qui quello che c’è da mangiare? — chiese Serena, guardando nella pentola con un’espressione quasi offesa. Sul fornello sobbolliva una minestra di verdure senza carne.
— Sei in maternità, non hai niente da fare. Pela le patate per tutta la mia famiglia, — disse Marco, senza nemmeno alzare gli occhi dal telefono. Giulia
— La mia Elisa è incinta, mentre tu in cinque anni non sei riuscita a darmi un figlio! — rise Davide entrando in casa con l’amante al braccio.
La signora Teresa dava da mangiare a un pastore randagio davanti al portone da quasi un anno. Ogni mattina scendeva con un sacchetto nascosto nella borsa: un po’
— Domani fai sparire quel gatto da casa, — disse Roberto con una calma fredda, come se parlasse di una sedia rotta e non di una creatura viva
