Momenti felici
Marta girò il cucchiaio nel sugo ormai freddo e contò mentalmente le monete rimaste nel portafogli. Il frigo cantava il vuoto con quel ronzio intermittente che faceva sembrare
Chiara fissava lo schermo del telefono senza battere ciglio. La notifica della banca lampeggiava con un saldo che non poteva essere reale. Novantamila euro. Spariti. Il cuore iniziò
Per cinque anni ero andata a prendere mio nipote Alessio all’uscita di scuola. Ogni giorno, alle tredici e un quarto in punto, ero lì con il suo panino
Roma, metà ottobre. Il traffico di viale Europa scorreva lento sotto una pioggia sottile che durava da ore. Io sistemavo gli ultimi piatti della cena mentre mio figlio
Avevo davanti a me quaranta minuti di pura, noiosa attesa prima che il regionale per Bologna aprisse le porte. La Stazione Termini a quell’ora del mattino è un
Scatole ovunque. Marta si trasferiva da Parma a Torino: aveva vinto un concorso come graphic designer in uno studio di comunicazione vicino alla Mole e aveva preso in
Non avevo fatto da babysitter per anni. I miei figli ormai vivevano a Bologna e a Londra, e la casa in collina, con le sue stanze piene di
“Ma chi vuoi che se la prenda, una vecchia così?” rise Matteo al telefono, strofinando via l’unto di miscela dalle mani con uno straccio sporco. Era piegato sul
La signora Loredana posò la forchetta sul piatto fondo della zuppiera di ceramica. Aveva finito di mangiare il suo risotto ai frutti di mare da un pezzo, ma
— E perché le chiavi della casa dovresti averle solo tu? Siamo famiglia! — esclamò Teresa, battendo la mano sul bracciolo della sedia come se quel gesto bastasse
