Per alcuni minuti sentì solo silenzio

Per alcuni minuti sentì solo silenzio.

Poi una porta che si apriva.

Un passo.

E la voce di Lorenzo.

«Vieni dentro, svelta.»

Seguì una risatina nervosa.

Era Elena.

«Non ce la faccio più a nascondermi», sussurrò. «Tua madre continua a fissarmi come se sapesse tutto.»

«Lascia perdere mia madre.»

La voce di Lorenzo era fredda, distante.

«Tra pochi giorni sarà tutto sistemato.»

Giulia si immobilizzò.

«Che significa?»

«Ha firmato quei documenti senza leggere davvero. Pensava riguardassero il passaggio di proprietà della macchina.»

Elena rise piano.

«E dopo?»

«Dopo l’appartamento sarà mio.»

Il cuore di Giulia saltò un battito.

Quella casa era stata acquistata quasi interamente con il denaro ottenuto dalla vendita della casa dei suoi genitori vicino a Modena.

Ogni mattone rappresentava un sacrificio della sua famiglia.

E ora suo marito stava pianificando di portargliela via.

«Cambierò la serratura», continuò Lorenzo. «Quando tornerà dalla farmacia troverà le sue cose fuori dalla porta.»

Giulia strinse il tavolo fino a sentire dolore alle dita.

Ma il peggio non era ancora arrivato.

«E Matteo?» chiese Elena.

«Andrà con lei.»

«Meglio così. Io non voglio crescere il figlio di un’altra.»

Ci fu una breve pausa.

Poi Lorenzo aggiunse:

«Tra qualche mese nascerà il nostro bambino. Avremo bisogno di spazio.»

Giulia sentì il sangue gelarsi.

Il nostro bambino.

Sua sorella aspettava un figlio da suo marito.

Le mancò il respiro.

Stava per interrompere la registrazione quando una nuova voce esplose all’improvviso.

«Allontanatevi dal letto di mio nipote.»

Era Maria.

Netta.

Decisa.

Autoritaria.

Seguì un lungo silenzio.

«Mamma…» balbettò Lorenzo. «Non stavi dormendo?»

«Sono nel corridoio da parecchio tempo.»

La sua voce era dura come il marmo.

«Ho sentito ogni parola.»

Nessuno parlò.

«Hai portato l’amante nella casa di tua moglie.»

Lorenzo cercò di interromperla.

Maria non glielo permise.

«La donna che ti è rimasta accanto nei momenti peggiori. La donna che ti ha aiutato quando non avevi nulla. E tu vuoi buttarla fuori?»

«Fatti gli affari tuoi.»

«No.»

Maria rise amaramente.

«Sai quel documento che cercavi nel tuo studio?»

Silenzio.

«L’ho preso io.»

«Cosa?»

«E non lo troverai.»

Lorenzo iniziò ad agitarsi.

Maria continuò:

«Domani mattina accompagnerò Giulia da una persona competente. E se proverai a toccare lei o Matteo, ci saranno conseguenze che non riuscirai a controllare.»

La registrazione terminò.

Giulia rimase seduta immobile.

Per anni aveva considerato Maria una nemica.

Una donna invadente.

Critica.

Insopportabile.

E invece era stata l’unica ad accorgersi del pericolo.

L’unica a proteggerla.

Con il telefono ancora in mano, Giulia attraversò il corridoio e bussò alla porta della stanza di Maria.

La trovò vestita e pronta per uscire.

Accanto alla poltrona c’era una valigia.

«Hai ascoltato tutto?» chiese.

Giulia annuì.

Le tremava la voce.

«Perché non me l’ha detto prima?»

Maria sospirò.

«Perché non mi avresti creduta.»

Poi si alzò.

«Prendi Matteo. Mio fratello ci aspetta sotto casa.»

Pochi minuti dopo erano nell’ingresso.

Matteo dormiva sulla spalla della madre.

In quel momento Elena uscì dal soggiorno.

«Dove state andando?»

Giulia si fermò.

La guardò negli occhi.

Tutti i ricordi dell’infanzia, tutte le confidenze, tutti gli anni passati insieme le attraversarono la mente.

Poi le diede uno schiaffo.

Secco.

Improvviso.

Elena rimase immobile, con una mano sulla guancia.

Il rumore svegliò Lorenzo, che corse fuori dalla camera.

«Che diavolo succede?»

Giulia gli lanciò il telefono ai piedi.

«Ascolta.»

Lui guardò lo schermo.

Il colore sparì dal suo volto.

Aveva capito.

«Hai ventiquattro ore per sparire dalla mia casa.»

Maria si posizionò accanto alla nuora.

Per la prima volta erano una squadra.

Lorenzo fece un passo avanti.

Poi si fermò.

Capì che aveva perso.

Poco dopo, l’auto attraversava le strade silenziose di Bologna.

Maria teneva Matteo tra le braccia.

Giulia osservava le luci che scorrevano oltre il finestrino.

Quella notte aveva perso un marito e una sorella.

Ma aveva scoperto qualcosa di molto più importante.

A volte chi ti tradisce è proprio chi ami di più.

E a volte la persona che credevi contro di te diventa l’unica che resta davvero al tuo fianco.

E voi, al posto di Giulia, cosa avreste fatto?

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