Negli ultimi sei mesi era cambiato tutto. Era diventato freddo, distante. Il loro letto era vuoto, come se i sentimenti fossero svaniti. Giulia lo sentiva chiaramente: qualcosa si era rotto.

Negli ultimi sei mesi era cambiato tutto. Era diventato freddo, distante. Il loro letto era vuoto, come se i sentimenti fossero svaniti. Giulia lo sentiva chiaramente: qualcosa si era rotto.

Eppure non riusciva ad andarsene. Senza prove, dentro di lei restava ancora una speranza.

Giulia lavorava fino a tardi nella sua piccola agenzia pubblicitaria a Torino. Si riempiva di impegni solo per non tornare a casa.

La segretaria, Elena, bussò alla porta.

– C’è una visita. Dice che è una questione personale.

Giulia sentì un nodo allo stomaco.

– Fallo entrare.

Entrò una ragazza giovane, bella, curata. Più giovane di lei di circa dieci anni.

– Buongiorno… mi chiamo Alessia – disse nervosa. – Sono qui per Marco.

Il cuore di Giulia sprofondò.

– Che rapporto hai con mio marito?

– Stiamo insieme da sei mesi. Lui non ti ama più. Vuole una famiglia con me… dei figli.

Quelle parole la colpirono più forte di qualsiasi altra cosa.

Quella sera arrivò la suocera, Maria Bianchi, in visita.

Ispezionava la casa con aria critica.

– Dovresti aiutarlo di più con il lavoro. E ancora non gli hai dato un figlio…

Giulia sorrise appena.

– Un figlio arriverà. Solo non con me.

La donna la fissò.

– Tu sei sterile!

– No. Solo non sarà mio marito a diventare padre con me.

– E allora chi?!

Giulia guardò Marco.

– Alessia. La sua amante.

Silenzio.

Marco impallidì.

– Giulia… non è così…

– Sì che lo è. E basta.

– Ti spiego tutto!

– Hai mentito per sei mesi.

– Non significa niente!

– Lei vuole un figlio da te. Questo significa eccome.

Un’ora dopo:

– Fai le valigie, Marco. Hai un’ora.

– Giulia, ti prego…

– Vai via da casa mia.

La madre cercò di tirarlo via:

– Andiamo, Marco!

Quando la porta si chiuse, la casa diventò silenziosa.

Giulia si sedette sul divano.

Il dolore era forte, ma limpido.

Non doveva più fingere.

– È finita… – sussurrò.

E per la prima volta dopo tanto tempo, sentì che poteva ricominciare a respirare.

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